Quadrati magici, simboli di un mondo stabilizzato

Londra o Roma? Il mio cuore va dall’uno all’altro al ritmo dei miei viaggi. Alcuni di voi lo sanno già, Ottobre dell’anno scorso è stato il mese di una delle mie più sconvolgenti avventure: il mio trasferimento a Londra, motivo del mio silenzio su questo blog da parecchi mesi. Non si improvvisa un tale movimento e ho buttato tutte le mie forze in questa metamorfosi, ovviamente ancora in atto. Mantengo comunque una presenza a Roma, tornando regolarmente per tenere i seminari Mandala all’Associazione Terapie Naturali NATA, vedere delle persone in sessioni private e altro.

Magari un giorno dedicherò un intero post e di più a questo svolto di pagina, però oggi voglio semplicemente attrarre l’attenzione su una delle mie forme geometriche  preferite: il quadrato. Negli ultimi anni, l’ho scelta ripetutamente  per il formato dei miei quadri …. e non per caso.

Il potere del quadrato è messo in luce all’occasione della mostra “Quadrati magici” curata da Cristina Madini che si tiene attualmente a Roma alla galleria RossoCinabro: una mostra di dipinti, disegni e fotografie accomunati dallo stesso formato: il quadrilatero regolare. Ci figurano tre delle mie opere, tutti tre parte della serie “Mandala di guarigione”.

Non sai che cos’è un Mandala? Leggi cosa facciamo durante i seminari Mandala e iscriviti alla mailing list (in alto a destra). Riceverai un corso, La Via del Mandala, che passo per passo, ti accompagna nella realizzazione e la comprensione di un Mandala dedicato a una delle tematiche più importanti della tua vita “In viaggio verso l’Unità”. Ti permette di avviare un splendido processo di evoluzione personale per stare meglio semplicemente.

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1-  Portale 1 : “Per una persona che sta cercando oltre” – 100×100 cm Olio e acrilico su tela

2- Unione felice: “Per progettare il futuro di una famiglia” – 44×44 cm Olio e acrilico su cornice di legno e tela

3-  Il bambino delle stelle“Per la stanza di un bambino da proteggere e da nutrire” – 100×100 cm  Olio, acrilico, madre perla e fogli d’argento su pannello di legno

Simbolo geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale in base a una suddivisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali, il numero quattro è, in un certo modo, il numero della perfezione divina; più in generale, è il numero dello sviluppo completo della manifestazione.

Le età del mondo, la vita umana e i mesi lunari sono ritmati sul numero quattro, mentre le quattro fasi del movimento ciclico vengono espresse dal cerchio; la divisione con la croce di due diametri perpendicolari è la vera quadratura del cerchio. Parliamo del simbolo cristiano del gammadion, (in pratica, un quadrato che racchiude una croce) che è la sintesi di due aspetti del numero quattro: la croce raffigura Cristo circondato dai quattro Evangelisti, o dai quattro animali che ne sono emblemi.

Il quadrato ha assunto in diverse tradizioni popolari la funzione e il significato del quadrato magico, un mezzo per captare e mobilitare virtualmente un potere, racchiudendolo nella rappresentazione simbolica del nome o della cifra di colui che detiene naturalmente questo potere. I quadrati magici hanno affascinato l’umanità durante i secoli e fanno parte della civiltà da oltre 4.000 anni. Essi si trovano in un certo numero di culture, compresa quella dell’Egitto e dell’India, incisi sulla pietra o sul metallo, vengono considerati dei talismani. L’opinione diffusa è che i quadrati magici abbiano qualità astrologiche e divine. vengono considerati dei

Uno degli esempi più famosi è sicuramente il quadrato magico di tipo simmetrico che compare nell’incisione di Albrecht Dürer, Melancolia I. Si ritiene che esso sia il primo quadrato magico a comparire nell’arte occidentale. È molto simile al quadrato di Yang Hui, che fu generato in Cina circa 250 anni prima del tempo di Dürer. L’artista tedesco non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che essa rappresenti lo stato d’animo depresso del pensatore, incapace di passare all’azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo. I quadrati magici di quarto ordine furono collegati con Giove dagli astrologi del tempo credendo che combattessero la malinconia di origine saturnina.

Il quadrato come formato nelle opere è però presente solo a partire dall’arte moderna. Con queste parole Malevic spiega la sua ricerca: «Il quadrato non è una forma subconscia. È la ragione della forma intuitiva. Il volto della nuova arte! Il primo passo della creazione pura in arte».Come modulo geometrico perfetto, emblematico, al suo quadrato nero, parte della critica fa risalire la nascita del concettualismo.

In questa mostra dipinti, fotografie, disegni, grafica tutti rigorosamente quadrati accompagnano il visitatore in una girandola di opere in cui realtà e fantasia, moderno e antico dialogano regalando momenti di viva emozione.

(Rosso Cinabro)

Annick Augier e Cristina Madini
Annick Augier e Cristina Madini davanti a Portale 1

Galleria RossoCinabro

15 febbraio – 5 marzo 2010

Via Raffaele Cadorna, 28 – Roma
tel: 06.60658125

Orari: da Lunedi al Venerdi 12.00-19.00 Ingresso gratuito

Un regalo di compleanno insolito

Trovo sempre affascinante come, dal nulla, nasce un’opera, specchio della persona per la qual è concepita, riflesso fedele di chi E’ in questo preciso momento della sua vita.  Ogni dipinto contiene in sé i blocchi da superare e il potenziale di uno sviluppo futuro.

 Per illustrare questo miracolo, desidero oggi raccontarti un pezzettino della storia di una mia allieva.

 Provo per Claudia un affetto particolare. In più di essere una ragazza che m’ispira tenerezza, lei, senza saperlo, è una delle prime persone con le quali ho esperimentato Wellness Pittorico. Leggi l’articolo a proposito “Wellness Pittorico: La nascita 2”.

 Purtroppo, dopo qualche mese, ha dovuto rinunciare con gran dispiacere alle lezioni. Gli impegni del suo lavoro ( faceva il pendolare Roma-Firenze) non le permettevano più di seguirle con la regolarità necessaria.

 E’ riuscuta a partecipare ad un weekend intensivo sui segreti dell’ imitazione dell’ affresco pompeiano ma non di più.

 Qualche mese fa, ricevo la chiamata di suo marito. Per il compleanno prossimo di Claudia, ha pensato regalarle qualche lezione con me, sapendo quanto rimpiange i momenti passati insieme e quanto la pittura le manca. Lavora a Roma di nuovo, hanno avuto un figlio e possono organizzarsi per liberare un po’ di tempo per lei.

L ‘idea mi sembra molto carina e sensibile, mi fa piacere rivedere Claudia, quindi accetto con gioia di ricavare dello spazio libero nei miei progetti. Compro una bella cartolina, la scriviamo insieme e aspetto notizie.

Sento ancora l’entusiasmo nella voce di Claudia, quando mi chiama, all’idea di avere del tempo solo per lei e di tornare a dipingere per qualche settimana. Però abbiamo solo 5 lezioni di 2 ore a disposizione. Non è molto per realizzare un progetto completo. Indovini come facciamo?

Se fai parte di chi segue regolarmente il blog, rispondi sicuramente: il Test Muscolare Bilaterale. Se non sai che cos’è, leggi subito le spiegazioni in Wellness Pittorico: “La nascita 2”.

 In meditazione, mi era venuta già qualche idea. Ne preciso i dettagli con il TMB e si parte!  Ecco il progetto:

 – Per primo, prende in considerazione quello di cui Claudia ha bisogno in termine di colori, forme e simboli, in questo periodo nel quale si sente molto stanca, come molte donne prese tra gli impegni del lavoro e le esigenze della famiglia.

 – Comporta l’apprendimento di tecniche pittoriche che Claudia ignora.

 – Rispetta il budget previsto.

 

Guarda il risultato!

Potrebbe essere un portale aperto su un cielo in parte nuvoloso se non ci fosse il cerchio centrale sostenuto da una sbarra verticale che in realtà impedisce il libro passaggio o la libra visione. Mi fa pure pensare ad un mirino per focalizzare meglio l’attenzione sul centro stesso. Tra l’altro, dopo molte esitazioni, Claudia ha firmato proprio dentro questo piccolo centro, sul cielo.

 La struttura è fatta di un marmo giallo leggero, ruvido nella parte piccola centrale, liscio nella ruota principale. Degli inserti di mosaici scandiscono l’insieme e danno un tocco di colori vivi.

 Il progetto parte dal motivo scolpito nella pietra, ispirato da un Cerchio nel Grano apparso il 24/06/1999 a Sugar Hill nel Wiltshire.

 In verità il tutto è un disegno Mandala.

 L’obbiettivo non era un corso Mandala ma un corso di pittura quindi mi fermo là, senza cercare di analizzare più di tanto. In ogni modo so che sia la realizzazione sia la visione del dipinto fa il suo bravo lavoro sottile, muovendo le energie per il bene di Claudia.

 Scoop dell’ultimo minuto? Ho appena saputo che un secondo figliolo è in arrivo!

Nei momenti di lutto, come può aiutare Wellness Pittorico?

 Chi non si è mai trovato confrontato al dolore di una persona che ha perso un essere amato? Che cosa dire? Come trovare delle parole di conforto? Ne esistono?

Cosa fare per esprimere alla persona addolorata l’affetto che proviamo per lui e la nostra profonda tristezza?

Quest’anno, per due volte, ho affrontato questa situazione.  Qualunque parola mi sembrava finta, banale, scontata. Non sapevo che fare o che dire, cosa scrivere. Però so dipingere. Allora ho usato i miei talenti per creare due piccoli dipinti. Applicando il metodo Wellness Pittorico, tramite la meditazione e il TMB, ho ottenuto gli elementi necessari e la composizione migliore per la persona in questo momento di lutto. Guarda i risultati….

Il papàIl papà di una mia amica era molto anziano, quando ci ha lasciati. Quindi la sua scomparsa in qualche modo era da aspettarsi. Ma il dolore della figlia non per questo si fa lieve.

Sul momento, non ho capito razionalmente il piccolo acquarello che mi è stato trasmesso di fare. In ogni modo, ormai, mi fido delle mie sensazioni e l’ho mandato lo stesso.

Quando ho rivisto la mia amica, lei mi ha detto una sola cosa: ” Ho guardato il dipinto e ho visto Papà.  Era proprio lui.”

Io non l’avevo mai visto. Certo, ne fui contenta.

Purtroppo succedono pure delle morti che non rientrano nell’ordine delle cose logiche. Una mia conoscenza ha perso suo marito in un attimo tre settimane fa, sotto i suoi occhi. Lui era giovane. Avevano due figli piccoli.

Ancora una volta, ho chiesto alla Sorgente di ispirarmi il disegno di cui lei aveva più bisogno.  Man mano che lo realizzavo, il messaggio si faceva più chiaro.

Carla

La cerva al centro, simbolo classico della femminilità, è lei ovviamente.  Si è allontanata dalla ringhiera spezzata su fondo di cielo tempestuoso. Arrivata al centro della composizione, si ferma, esitante.

La strada lastricata esprime il libro arbitrio. La scelta della direzione è libera ma determinante. Potrebbe tornare indietro, attratta dalla disperazione.Io, invece, alla fine di dipingere, ho percepito fortemente che si girasse per dare un ultimo sguardo al dramma, un ultimo pensiero al marito sparito.

 Questo prato verde le comunica amore (è il colore del chakra del cuore) e anche un sentimento di rinascita dopo una ferita profonda (come l’erba ricresce vigorosa dopo i rigori dell’inverno).

Però, una volta effettuato questo addio tenero, sono convinta che si incamminerà verso il portone, allontanandosi irrevocabilmente. Certo, è troppo presto per vedere i fiori che segnano la primavera, vale a dire la speranza e l’energia di un nuovo ciclo di vita.  ma dei rampicanti vigorosi sempreverdi, cioè immortali, si aggrappano con tenacia ai pilastri del portone.

 Il cancello sembra chiuso. In realtà, non si vede nessuna serratura. Una scelta si offre a lei: rimanere prigioniera dietro le sbarre o spalancare le porte, varcare la soglia ancora non visibile e realizzare il passaggio iniziatico verso un nuovo mondo.

La voglia di vivere fa parte dell’essere umano. Il primo chakra, chiamato chakra della radice, ci collega al proprio diritto di esistere, di occupare il suo spazio, di essere amati, di soddisfare le esigenze personali.

Al di là del dolore della perdita, ciascuno di noi rimane conscio del suo Soffio di Vita. Nell’aria vibra un’energia di vita, il prana, nutrimento essenziale per i nostri corpi sottili.   Possiamo scegliere di aprirci per accoglierlo e lasciarlo circolare, senza trattenerlo. Possiamo pure decidere di bloccarlo e di negare la Forza di vita presente. 

Non ho dubbi sulla scelta che farà la mia amica.

Un’amica comune mi ha detto che ha appeso il dipinto in camera da letto.

CANCRO E ARTE TERAPIA: la mia esperienza

 Chi ha letto ABOUT ME  sa che sono sopravvissuta a due cancri nel 2001 e 2003. Non ne faccio un titolo di gloria. Semplicemente l’alternativa non mi piaceva affatto. Giovane 40enne, mi rimanevano troppi amori da provare, troppe cose da imparare e da  comunicare, troppe esperienze ed emozioni da scoprire per, solo un attimo, considerare di rinunciare. Detto questo, rimane un fondo di paura. La primavera è il periodo dei controlli di vari tipi. Ho appena fissato gli appuntamenti e non mi fa piacere perché mi riconnette alla paura dell’epoca.

Nello stesso tempo, ho finalmente portato a compimento il catalogo delle mie opere dal 1995 e confesso che mi ha rasserenata molto! Ho potuto confrontare in particolare i lavori realizzati negli anni di buio precedenti il primo cancro e le ultime creazioni. Trovo il risultato molto rassicurante e ti spiego perché.

Oggi, considerare la malattia come un linguaggio dell’anima e il sintomo come il messaggio di un malessere più profondo non è più un’eresia. I libri sul soggetto abbondano. Citerei solo quelli che figurano nella mia biblioteca: Louise L.HAY “Guarisci il tuo corpo”, Claudia RAINVILLE “Ogni sintomo è un messaggio“, Michel Odoul “Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché“, il fisico Patrick DROUOT “Guarigione spirituale e immortalità“. Ciascuno apre degli orizzonti inaspettati.

Se ammettiamo che un quadro dipinto rispecchia l’inconscio del pittore, possiamo ammettere che drammi e sofferenze di esso, come pure gioia e serenità si riflettono in qualche modo sulla tela tramite la composizione, gli elementi, i simboli e i colori scelti.

Tutto questo preambolo serve a farti guardare con degli occhi diversi e paragonare due mie opere, simboliche di due periodi ben diversi della mia vita: un precursore della malattia, l’altro annunciatore di guarigione.

Tronco nudo“Tronco nudo” è nato nel 1999, periodo tormentato. Ne parlo più a fondo nel libro che sto scrivendo, ma la posso riassumere come una vita vissuta nella dipendenza e la mancanza di direzione. Una dipendenza totale, professionale, economica e affettiva, mi toglieva la possibilità di scelta (o cosi mi sembrava all’epoca). Avevo perso (se mai c’è l’avevo prima…) tutto senso di direzione. Mi sentivo intrappolata nelle mie incertezze, paralizzata da un’eccessiva prudenza.

Questo tronco tortuoso d’oro nudo… per anni l’ho visto come tormentato, quasi morto, privo di foglie, le radici staccandosi dalla terra, ambientato in un paesaggio di desolazione. In somma, una visione di gran sofferenza. Questa interpretazione rispecchiava chiaramente il mio dolore personale.

Oggi, mentre scrivo queste linee, mi viene in mente un’altra possibilità. E se questi rami estesi verso il cielo in un appello muto significassero piuttosto la voglia di superare le paure, un grido d’aiuto rivolto all’anima o all’Energia Divina per liberarsene?

Allora rimane solo il tronco, quello che basterà per far ripartire la vita, quando sarà giunto il momento.

Mi viene una gran tenerezza a guardarlo, nel suo sforzo per elevarsi. Il mio cuore finalmente si apre davanti all’immagine di quella che sono stata.

Amare se stessa/o non è questo la chiave della guarigione?

Starchild Otto anni passano e “Starchild” nasce l’anno scorso. Questo quadro trabocca di simboli. Mi accontento oggi di mettere l’accento su due aspetti.

L’ho abbozzato nel 2004 in mezzo al caos di un traghetto superaffollato Corsica-Italia. Un sentimento d’urgenza assoluta mi fece tracciare uno schizzo quasi illeggibile su un pezzo di carta.

Ritrovai nell’istante tranquillità mentale, sollievo e serenità. Viste le condizioni… un piccolo miracolo!

La gestazione è durata tre anni. Evidentemente non ero pronta a partorire.

Adesso questo neonato addormentato nel suo bozzolo rappresenta quella che sono diventata nell’autunno 2007. So che è nata un’Annick capace di focalizzare i suoi sogni al punto di trasformarli in obbiettivi da raggiungere. E’ ora di agire senza più dubitare (Argh! Va bene….il meno possibile. Sono pure troppo umana). Questo bambino è l’annunciatore di un nuovo ciclo di vita.

E’ anche un disegno Mandala!

Cos’è successo in quest’intervallo di 8 anni? Mi sono ammalata una prima volta. Ho ripetuto gli stessi errori. Mi sono ammalata una seconda volta …e finalmente ho capito che volevo capire. Lungo il cammino della mia crescita, ho tradotto sulla tela, l’una dopo l’altra, la mia evoluzione.

Ognuna è nata da un flash durante un corso tradotto da uno schizzetto o da una visione al momento di una meditazione.  Gli elementi della composizione, lo stile, i colori, le tecniche usate sono state precisate grazie al TMB (Test Muscolare Bilaterale). La realizzazione mette in luce i freni, le resistenze, quando un elemento sembra facile da fare ma in realtà mi crea ansia e mi da del filo da torcere.

Ciascuna tappa fa funzione d’ancoraggio dei progressi effettuati. Non torno più indietro.

Tutti questi anni, facevo dell’ arte terapia (e ne facevo fare ai miei allievi) senza saperlo.

L’ATTESA: Ho il coraggio di scegliere la mia strada?

Oggi facciamo parlare una donna. La sua brama di seguire un’altra strada la mette a confronto con la sua paura di sbagliare e la difficoltà ad abbandonare un passato doloroso ma familiare per lo sconosciuto di un futuro diverso di quello programmato.

Troverai l’analisi dettagliata su www.serenoefelice.org/ in data del 27 Febbraio e uno splendido commento  sulla “Paura di muoversi” il 28.

Buona lettura! O buon ascolto!

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[audio:lattesa_storia.mp3]

So di dover prendere delle decisioni, per il mio bene perché mi sento morire. La mia vita presente puzza di marcio e di corrosione. Le mie parole e quelle degli altri non hanno più nessun senso, riempiono solo il vuoto. Da dove vengo, dove vivo, tutto è arido attorno a me, dentro di me; come un albero innaffiato, sì e no, che vede il suo fogliame deperire senza fine.

Tanti anni… Ho sprecato tanti anni, al riparo… o forse rinchiusa nello splendido isolamento della mia torre d’avorio arroccata in cima… convinta di proteggermi, ma in realtà accompagnata dei 1000 pezzi della mia anima frantumata. Vale a dire SOLA. Disperatamente.

Oh certo! Ho migliorato. Come da sempre, ho cercato delle risposte nei libri e le risposte mi hanno aperto altre domande in un ciclo continuo di ricerca d’altri libri, altre domande.

Ho acquisito delle conoscenze preziose, affascinanti che hanno aperto uno spiraglio nella mia prigione.

Ho capito che la mia guarigione richiedeva di vivere nella Verità, quanta nuda e scomoda poteva essere, e non più nell’illusione del Parere.

E a volte, mi sembra di essere guidata da una voce, da un’energia superiore. Ho letto che alcuni la chiamano angelo custode, altri Dio… o altro. Non so che cos’è, ma mi sento bene nella sua compagnia.

In questi momenti di connessione, mi viene una brama d’espansione infinita, di libertà senza limiti ne controlli. Vorrei lasciare la mia impronta nella vita, nel mondo perché ne valgo la pena! Posso scegliere quello che voglio, ne sono capace, ho la forza di portare a termini i miei progetti! Non so dove sto andando, ma sento una tale determinazione in me, una tale fede nella mia anima che mi indica la strada! SI!

Ma poi non è così semplice. Altre voci insidiose s’insinuano e i miei dubbi riprendono il sopravvento, così rassicuranti nella loro familiarità. Se abbandono la mia realtà d’oggi, dove vado? Che cosa mi aspetta?

Si sa che è pericoloso avventurarsi fuori dei sentieri battuti! Che cosa dirà la mia famiglia, che cosa penseranno i miei cari? Nessuno capirà, mi prenderanno per una matta.

Se scelgo la libertà, se scelgo di andare alla ricerca della mia UNITA’, ci saranno delle conseguenze tali che… NO! Non ho la forza di sopportarle, non sarò mai all’altezza. I sogni sono solo delle follie.

E’ meglio aspettare. Succederà qualche cosa, un miracolo. Si dice che il tempo risolve tutto, non è vero?

Arriverà il momento giusto.

Oh Dio! E se non dovesse mai arrivare?

WELLNESS PITTORICO: la Nascita 1

  Il mio primo contatto con i colori è successo tramite un corso di stencil nel 93. Stavo lottando contro una depressione profonda e cercavo disperatamente un aiuto. Avevo trovato una psicologa parlando francese  e cominciato una analisi di tipo freudiana con lei. Ma tra una seduta e l’altra, la mia mente percorreva instancabilmente, ossessivamente, i sentieri della mia disperazione.All’inizio, questo corso di stencil non sembrava altro che un modo per occupare il mio tempo…. O forse no, perché mi ricordo con grande chiarezza questa spinta irrazionale che sentii quando andai ad iscrivermi.

Posso riassumere queste prime lezioni, seguite da un altro corso sui finti marmi, in una semplice frase: mentre lavoravo alle mie piccole opere, disegnavo, miscelavo i colori, NON PENSAVO AD ALTRO!. Il nero nella mia mente spariva per lasciare posto a queste meravigliose combinazioni di colori gratificanti.

Questo primo incontro mi portò ben più lontano di quello che avrei potuto immaginare. Per fare molto breve, nel 95, mi diplomai in Francia all’ « Institut de Peinture décorative à Trompe l’Oeil” de Yannick GUEGAN, maestro internazionalmente riconosciuto in questo campo. Di ritorno a Roma, mi buttai in quest’ avventura di pittrice.

Il potere di trasformare una superficie piatta, bianca, brutta in un’opera bella, armoniosa, preziosa era una fonte continua di gioia per me, malgrado le mie difficoltà personali non risolte. Il miracolo della creazione mi sosteneva giorno dopo giorno.

Tavolo MandalaIl secondo incontro significativo fu con i Mandala. Sempre alla ricerca di libri di tutti i tipi, scoprì alcuni manuali di disegni geometrici. Avevano in comune un centro e una periferia inglobando mille forme singole o multiple. Essenziali o  complessi si chiamavano Mandala. Io li trasformavo in piani di tavolo di finti intarsi di marmo. (cf foto sopra)

Rimanevo affascinata da loro. 

La mia curiosità insaziabile mi portò ad interessarmi ai colori nell’arte terapia. Al loro linguaggio universale. Continua a leggere

E’ nato “Il cancro ha salvato la mia vita”! Basta scriverlo…

Questo weekend, ho appena compiuto un grande passo in avanti!  Dopo tre giorni di brainstorming intensivo ma quanto divertente in compagnia di altri compagni di avventura, la struttura del mio futuro libro “Il cancro  ha salvato la mia vita” è finalmente chiara!

Il mentore del nostro seminario era Piernicola De Maria (coaching, formazione, PNL, metodo Mythoself).

L’ obbiettivo annunciato? “Scrivi il tuo libro in 3 giorni“.

Sono scesa del treno con un titolo in mente,  un bel quadernone appena comprato pieno di fogli bianchi e un astuccio di penne e colori  . Nient’ altro.

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Il viaggio della tua vita

Per inaugurare la rubrica “Meglio con te stesso/a”, ho scelto di presentarti una storia simbolica del modo in cui svolgiamo la nostra vita. Se accettiamo questo concetto, allora possiamo avvicinarci all’idea che una sofferenza può svelare un metodo di progressione nella nostra evoluzione, che una malattia può essere vissuta in un modo “creativo”, come un mezzo ormai necessario dell’anima ferita per far capire il suo messaggio.

Immagini il tuo corpo fisico come se fosse una carrozza. Questa carrozza cammina su una strada che simbolizza la tua vita. Questa strada non è fatta di asfalto liscio ma di terra, piena di buchi, bozze e sassi. Entrambi lati sono marcati di solchi profondi e due fossati la delimitano. Regolarmente si presentano delle curve senza visibilità oppure la nebbia o dei temporali impediscono la vista.
Bene! Le tue difficoltà e gli ostacoli incontrati nella tua vita sono i sassi e buchi vari.

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Ciao Caro amico, Cara amica!

Foto Annick Augier moyen
Mi chiamo Annick Solange Augier. Sono una pittrice, l’immagine che illustra questo blog è adattata da un’ opera mia.  

Sembra che il mio accento francese nel parlare italiano sia “molto carino“. Il mio scrivere italiano è altre tanto tipicamente francese ma forse meno attraente, non lo so.  Sappi che sarà sempre scritto con il cuore se non con il dizionario.

 Nata in Francia  ma romana di cuore, potrei riassumere i  ultimi anni con una semplice frase: “Il cancro  ha salvato la mia vita“. Non è una battuta. E’ la realtà che sento profondamente nel mio cuore. Nel 2000, ho avuto un primo tumore al seno. Ma non bastava. Nel 2002, un secondo tumore all’ altro seno si è dichiarato, tutto nuovo, più aggressivo. “Perché? Perché a me, una brava persona con due figli piccoli? Qual’ è il meccanismo terribile che si è innescato dentro di me?” Questa volta ho avuto paura , paura di morire a 40 anni dopo degli anni di buio, di depressione, di infelicità, di frustrazione….prima di avere realizzato i miei sogni. Io avevo tante cose ancora da scoprire, da imparare, da insegnare, da dipingere, tanto amore da dare e ricevere. Non volevo morire. Allora ho cercato. Ho cercato chi ero e che cosa volevo realmente. Senza saperlo all’ inizio, ho intrapreso un’avventura che in fatti non finisce mai: la via del perdono e dell’amare me stessa, la scelta di prendere la responsabilità della mia vita e di abbandonare lo stato di Vittima passiva. La via della Luce, l’unica vera guarigione non solo del mio corpo ma della mia anima ferita.

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