Quadrati magici, simboli di un mondo stabilizzato

Londra o Roma? Il mio cuore va dall’uno all’altro al ritmo dei miei viaggi. Alcuni di voi lo sanno già, Ottobre dell’anno scorso è stato il mese di una delle mie più sconvolgenti avventure: il mio trasferimento a Londra, motivo del mio silenzio su questo blog da parecchi mesi. Non si improvvisa un tale movimento e ho buttato tutte le mie forze in questa metamorfosi, ovviamente ancora in atto. Mantengo comunque una presenza a Roma, tornando regolarmente per tenere i seminari Mandala all’Associazione Terapie Naturali NATA, vedere delle persone in sessioni private e altro.

Magari un giorno dedicherò un intero post e di più a questo svolto di pagina, però oggi voglio semplicemente attrarre l’attenzione su una delle mie forme geometriche  preferite: il quadrato. Negli ultimi anni, l’ho scelta ripetutamente  per il formato dei miei quadri …. e non per caso.

Il potere del quadrato è messo in luce all’occasione della mostra “Quadrati magici” curata da Cristina Madini che si tiene attualmente a Roma alla galleria RossoCinabro: una mostra di dipinti, disegni e fotografie accomunati dallo stesso formato: il quadrilatero regolare. Ci figurano tre delle mie opere, tutti tre parte della serie “Mandala di guarigione”.

Non sai che cos’è un Mandala? Leggi cosa facciamo durante i seminari Mandala e iscriviti alla mailing list (in alto a destra). Riceverai un corso, La Via del Mandala, che passo per passo, ti accompagna nella realizzazione e la comprensione di un Mandala dedicato a una delle tematiche più importanti della tua vita “In viaggio verso l’Unità”. Ti permette di avviare un splendido processo di evoluzione personale per stare meglio semplicemente.

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1-  Portale 1 : “Per una persona che sta cercando oltre” – 100×100 cm Olio e acrilico su tela

2- Unione felice: “Per progettare il futuro di una famiglia” – 44×44 cm Olio e acrilico su cornice di legno e tela

3-  Il bambino delle stelle“Per la stanza di un bambino da proteggere e da nutrire” – 100×100 cm  Olio, acrilico, madre perla e fogli d’argento su pannello di legno

Simbolo geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale in base a una suddivisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali, il numero quattro è, in un certo modo, il numero della perfezione divina; più in generale, è il numero dello sviluppo completo della manifestazione.

Le età del mondo, la vita umana e i mesi lunari sono ritmati sul numero quattro, mentre le quattro fasi del movimento ciclico vengono espresse dal cerchio; la divisione con la croce di due diametri perpendicolari è la vera quadratura del cerchio. Parliamo del simbolo cristiano del gammadion, (in pratica, un quadrato che racchiude una croce) che è la sintesi di due aspetti del numero quattro: la croce raffigura Cristo circondato dai quattro Evangelisti, o dai quattro animali che ne sono emblemi.

Il quadrato ha assunto in diverse tradizioni popolari la funzione e il significato del quadrato magico, un mezzo per captare e mobilitare virtualmente un potere, racchiudendolo nella rappresentazione simbolica del nome o della cifra di colui che detiene naturalmente questo potere. I quadrati magici hanno affascinato l’umanità durante i secoli e fanno parte della civiltà da oltre 4.000 anni. Essi si trovano in un certo numero di culture, compresa quella dell’Egitto e dell’India, incisi sulla pietra o sul metallo, vengono considerati dei talismani. L’opinione diffusa è che i quadrati magici abbiano qualità astrologiche e divine. vengono considerati dei

Uno degli esempi più famosi è sicuramente il quadrato magico di tipo simmetrico che compare nell’incisione di Albrecht Dürer, Melancolia I. Si ritiene che esso sia il primo quadrato magico a comparire nell’arte occidentale. È molto simile al quadrato di Yang Hui, che fu generato in Cina circa 250 anni prima del tempo di Dürer. L’artista tedesco non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che essa rappresenti lo stato d’animo depresso del pensatore, incapace di passare all’azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo. I quadrati magici di quarto ordine furono collegati con Giove dagli astrologi del tempo credendo che combattessero la malinconia di origine saturnina.

Il quadrato come formato nelle opere è però presente solo a partire dall’arte moderna. Con queste parole Malevic spiega la sua ricerca: «Il quadrato non è una forma subconscia. È la ragione della forma intuitiva. Il volto della nuova arte! Il primo passo della creazione pura in arte».Come modulo geometrico perfetto, emblematico, al suo quadrato nero, parte della critica fa risalire la nascita del concettualismo.

In questa mostra dipinti, fotografie, disegni, grafica tutti rigorosamente quadrati accompagnano il visitatore in una girandola di opere in cui realtà e fantasia, moderno e antico dialogano regalando momenti di viva emozione.

(Rosso Cinabro)

Annick Augier e Cristina Madini
Annick Augier e Cristina Madini davanti a Portale 1

Galleria RossoCinabro

15 febbraio – 5 marzo 2010

Via Raffaele Cadorna, 28 – Roma
tel: 06.60658125

Orari: da Lunedi al Venerdi 12.00-19.00 Ingresso gratuito

Gaudì, Bon Jovi e Mythoself Experience a……Barcellona! 2° parte

Scoprire Gaudì si rivela un bonus inaspettato. In realtà, il pretesto primario di questo weekend prolungato è di assistere al concerto di Bon Jovi, con i figli e il loro papà che ci ha invitati tutti. Una riunione di famiglia in somma.

Se, al contatto di Gaudì, mi sento in sintonia con lui e se, le sue opere, in qualche modo che non so ancora definire, m’illuminano, non mi aspetto la stessa cosa con il concerto, non essendo una fan di Bon Jovi. Ho torto.

Già è bello solo il fatto di ritrovarsi in uno stadio olimpico, insieme a 55 000 persone pronte a condividere due ore di gioia attraverso la musica. Poi la notte cala, le prime canzone scandite da giochi di luce stupendi cominciano a scaldarmi…finché iniziano l’unica canzone che – pensavo- mi piaceva veramente. Allora succede! La connessione con gli altri, il far parte di qualcosa di più grande di me, una comunione quasi sacra!

 Automaticamente il mio corpo si ritrova proprio nella posizione nella quale sto al mio meglio, quella che ho identificata al seminario di Piernicola De Maria “The Mythoself Experience, due settimane fa. Tutte le mie cellule cantano di gioia, schizzano di vita! Una sensazione incredibile!

 Alla canzone successiva sono in piedi con l’intero stadio, a ballare e cantare come una matta. 30 anni di meno per due ore, altro che un lifting!

Il giorno dopo ci siamo tutti sparpagliati per l’Europa.

 Sono e sei anche tu un viaggiatore della vita. Durante questo viaggio, ci sono delle circostanze nelle quali ciascuno va all’incontro dell’altro, come se fossimo dei fratelli in cammino, al di là del tempo e del luogo.  Mi piace pensare che ciascuno di noi, qualsiasi le sue difficoltà e i suoi difetti, ha il potenziale di essere una luce per il mondo.

 Perché mi viene da dire questo pensando al mio weekend? Che c’entra? Non lo so, ma mi è venuto. Forse mi sono sentita in connessione con la luce di molte persone e mi è piaciuto.

E tu, hai avuto delle esperienze simili? Lascia un commento!

Prossimo appuntamento famigliare: Amsterdam fine Luglio.

Ma riparto già domani per 5 giorni a Londra. Partecipo ad un seminario al titolo molto allettante:  “Freeing your creative genius” e poi faccio un giro di gallerie d’arte e di contatti.

Vi racconto tutto al mio ritorno.

CANCRO E ARTE TERAPIA: la mia esperienza

 Chi ha letto ABOUT ME  sa che sono sopravvissuta a due cancri nel 2001 e 2003. Non ne faccio un titolo di gloria. Semplicemente l’alternativa non mi piaceva affatto. Giovane 40enne, mi rimanevano troppi amori da provare, troppe cose da imparare e da  comunicare, troppe esperienze ed emozioni da scoprire per, solo un attimo, considerare di rinunciare. Detto questo, rimane un fondo di paura. La primavera è il periodo dei controlli di vari tipi. Ho appena fissato gli appuntamenti e non mi fa piacere perché mi riconnette alla paura dell’epoca.

Nello stesso tempo, ho finalmente portato a compimento il catalogo delle mie opere dal 1995 e confesso che mi ha rasserenata molto! Ho potuto confrontare in particolare i lavori realizzati negli anni di buio precedenti il primo cancro e le ultime creazioni. Trovo il risultato molto rassicurante e ti spiego perché.

Oggi, considerare la malattia come un linguaggio dell’anima e il sintomo come il messaggio di un malessere più profondo non è più un’eresia. I libri sul soggetto abbondano. Citerei solo quelli che figurano nella mia biblioteca: Louise L.HAY “Guarisci il tuo corpo”, Claudia RAINVILLE “Ogni sintomo è un messaggio“, Michel Odoul “Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché“, il fisico Patrick DROUOT “Guarigione spirituale e immortalità“. Ciascuno apre degli orizzonti inaspettati.

Se ammettiamo che un quadro dipinto rispecchia l’inconscio del pittore, possiamo ammettere che drammi e sofferenze di esso, come pure gioia e serenità si riflettono in qualche modo sulla tela tramite la composizione, gli elementi, i simboli e i colori scelti.

Tutto questo preambolo serve a farti guardare con degli occhi diversi e paragonare due mie opere, simboliche di due periodi ben diversi della mia vita: un precursore della malattia, l’altro annunciatore di guarigione.

Tronco nudo“Tronco nudo” è nato nel 1999, periodo tormentato. Ne parlo più a fondo nel libro che sto scrivendo, ma la posso riassumere come una vita vissuta nella dipendenza e la mancanza di direzione. Una dipendenza totale, professionale, economica e affettiva, mi toglieva la possibilità di scelta (o cosi mi sembrava all’epoca). Avevo perso (se mai c’è l’avevo prima…) tutto senso di direzione. Mi sentivo intrappolata nelle mie incertezze, paralizzata da un’eccessiva prudenza.

Questo tronco tortuoso d’oro nudo… per anni l’ho visto come tormentato, quasi morto, privo di foglie, le radici staccandosi dalla terra, ambientato in un paesaggio di desolazione. In somma, una visione di gran sofferenza. Questa interpretazione rispecchiava chiaramente il mio dolore personale.

Oggi, mentre scrivo queste linee, mi viene in mente un’altra possibilità. E se questi rami estesi verso il cielo in un appello muto significassero piuttosto la voglia di superare le paure, un grido d’aiuto rivolto all’anima o all’Energia Divina per liberarsene?

Allora rimane solo il tronco, quello che basterà per far ripartire la vita, quando sarà giunto il momento.

Mi viene una gran tenerezza a guardarlo, nel suo sforzo per elevarsi. Il mio cuore finalmente si apre davanti all’immagine di quella che sono stata.

Amare se stessa/o non è questo la chiave della guarigione?

Starchild Otto anni passano e “Starchild” nasce l’anno scorso. Questo quadro trabocca di simboli. Mi accontento oggi di mettere l’accento su due aspetti.

L’ho abbozzato nel 2004 in mezzo al caos di un traghetto superaffollato Corsica-Italia. Un sentimento d’urgenza assoluta mi fece tracciare uno schizzo quasi illeggibile su un pezzo di carta.

Ritrovai nell’istante tranquillità mentale, sollievo e serenità. Viste le condizioni… un piccolo miracolo!

La gestazione è durata tre anni. Evidentemente non ero pronta a partorire.

Adesso questo neonato addormentato nel suo bozzolo rappresenta quella che sono diventata nell’autunno 2007. So che è nata un’Annick capace di focalizzare i suoi sogni al punto di trasformarli in obbiettivi da raggiungere. E’ ora di agire senza più dubitare (Argh! Va bene….il meno possibile. Sono pure troppo umana). Questo bambino è l’annunciatore di un nuovo ciclo di vita.

E’ anche un disegno Mandala!

Cos’è successo in quest’intervallo di 8 anni? Mi sono ammalata una prima volta. Ho ripetuto gli stessi errori. Mi sono ammalata una seconda volta …e finalmente ho capito che volevo capire. Lungo il cammino della mia crescita, ho tradotto sulla tela, l’una dopo l’altra, la mia evoluzione.

Ognuna è nata da un flash durante un corso tradotto da uno schizzetto o da una visione al momento di una meditazione.  Gli elementi della composizione, lo stile, i colori, le tecniche usate sono state precisate grazie al TMB (Test Muscolare Bilaterale). La realizzazione mette in luce i freni, le resistenze, quando un elemento sembra facile da fare ma in realtà mi crea ansia e mi da del filo da torcere.

Ciascuna tappa fa funzione d’ancoraggio dei progressi effettuati. Non torno più indietro.

Tutti questi anni, facevo dell’ arte terapia (e ne facevo fare ai miei allievi) senza saperlo.

La via del Mandala: Trasformare i tuoi Insuccessi in Successi 3

Questa volta abbiamo concluso la serie dei 3 incontri previsti sul “Trasformare i tuoi Insuccessi in Successi”. Tre persone nuove si erano aggiunte a noi, totalmente a digiuno del metodo di lavoro e il loro risultato è stato entusiasmante.

Mandala Paola NovembreP. aveva scelto come tematica: “Trasformare il mio senso di colpa in  essere all’ altezza di manifestarmi“. Al momento della condivisioni delle conclusioni di ciascuno, comincia subito con : “Ora penso di esserci riuscita con questo disegno”.

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La via del Mandala; “Trasformare i tuoi Insuccessi in Successi 2″

Il secondo appuntamento per trasformare i nostri  Insuccessi in Successi si è rivelato ricco di  contenuti.

Per primo, R. ci ha subito informati della mossa importante che aveva fatta nella settimana che seguiva l’ultimo seminario: ” E’ scoppiato quello che io da tempo mi chiedevo….il lavoro che abbiamo fatto l’altro mese mi ha dato una carica incredibile, il coraggio soprattutto, quello che non mi sentivo di fare, cioè di lasciare questa persona, con una situazione pesante, che è mio compagno…..Mi sentivo un po’ dentro una trappola. Invece questo tipo di esperienza che ho avuto nel disegno mi ha aiutata tanto perché subito, a distanza di pochissimo, ho avuto un litigio e io ho avuto il coraggio di andare via….Insomma tutto questo si è trasformato comunque in un bene perché io ho riscoperto di non essere stata cosi passiva, ma anzi di avere avuto di nuovo la mia autostima che avevo persa. Quindi il corso dell’altra volta è stato di grande aiuto.”

Io aggiungerei solo che bastava ricordarsi del simbolo, lasciato incompiuto, che  rappresentava l’ iniziale del nome del suo compagno, il pennello addirittura appoggiato sul tavolo, girando le spalle alla lettera. Quello che era in ballo sembrava già abbastanza chiaro .

mandala rita ottobreInvece il suo secondo lavoro è di tutto un’altra sorte e pieno di speranza (foto accanto). La tematica riguardava il risentimento. Tra le tante cose che abbiamo detto, citerei : sembra di avere disegnato una sinapsis del cervello, una strada neurologica. C’è una cellula che riceve nuove informazioni. Molto probabilmente, c’era un blocco di pensieri. Da chiusa, si è aperta. Ormai c’è la possibilità di vedere e sentire cose nuove che comprende tanta gente. La socialità torna a fare parte della sua vita. In effetti, R. sta riallacciando parecchie amicizie in questo momento.

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