Quadrati magici, simboli di un mondo stabilizzato

Londra o Roma? Il mio cuore va dall’uno all’altro al ritmo dei miei viaggi. Alcuni di voi lo sanno già, Ottobre dell’anno scorso è stato il mese di una delle mie più sconvolgenti avventure: il mio trasferimento a Londra, motivo del mio silenzio su questo blog da parecchi mesi. Non si improvvisa un tale movimento e ho buttato tutte le mie forze in questa metamorfosi, ovviamente ancora in atto. Mantengo comunque una presenza a Roma, tornando regolarmente per tenere i seminari Mandala all’Associazione Terapie Naturali NATA, vedere delle persone in sessioni private e altro.

Magari un giorno dedicherò un intero post e di più a questo svolto di pagina, però oggi voglio semplicemente attrarre l’attenzione su una delle mie forme geometriche  preferite: il quadrato. Negli ultimi anni, l’ho scelta ripetutamente  per il formato dei miei quadri …. e non per caso.

Il potere del quadrato è messo in luce all’occasione della mostra “Quadrati magici” curata da Cristina Madini che si tiene attualmente a Roma alla galleria RossoCinabro: una mostra di dipinti, disegni e fotografie accomunati dallo stesso formato: il quadrilatero regolare. Ci figurano tre delle mie opere, tutti tre parte della serie “Mandala di guarigione”.

Non sai che cos’è un Mandala? Leggi cosa facciamo durante i seminari Mandala e iscriviti alla mailing list (in alto a destra). Riceverai un corso, La Via del Mandala, che passo per passo, ti accompagna nella realizzazione e la comprensione di un Mandala dedicato a una delle tematiche più importanti della tua vita “In viaggio verso l’Unità”. Ti permette di avviare un splendido processo di evoluzione personale per stare meglio semplicemente.

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1-  Portale 1 : “Per una persona che sta cercando oltre” – 100×100 cm Olio e acrilico su tela

2- Unione felice: “Per progettare il futuro di una famiglia” – 44×44 cm Olio e acrilico su cornice di legno e tela

3-  Il bambino delle stelle“Per la stanza di un bambino da proteggere e da nutrire” – 100×100 cm  Olio, acrilico, madre perla e fogli d’argento su pannello di legno

Simbolo geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale in base a una suddivisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali, il numero quattro è, in un certo modo, il numero della perfezione divina; più in generale, è il numero dello sviluppo completo della manifestazione.

Le età del mondo, la vita umana e i mesi lunari sono ritmati sul numero quattro, mentre le quattro fasi del movimento ciclico vengono espresse dal cerchio; la divisione con la croce di due diametri perpendicolari è la vera quadratura del cerchio. Parliamo del simbolo cristiano del gammadion, (in pratica, un quadrato che racchiude una croce) che è la sintesi di due aspetti del numero quattro: la croce raffigura Cristo circondato dai quattro Evangelisti, o dai quattro animali che ne sono emblemi.

Il quadrato ha assunto in diverse tradizioni popolari la funzione e il significato del quadrato magico, un mezzo per captare e mobilitare virtualmente un potere, racchiudendolo nella rappresentazione simbolica del nome o della cifra di colui che detiene naturalmente questo potere. I quadrati magici hanno affascinato l’umanità durante i secoli e fanno parte della civiltà da oltre 4.000 anni. Essi si trovano in un certo numero di culture, compresa quella dell’Egitto e dell’India, incisi sulla pietra o sul metallo, vengono considerati dei talismani. L’opinione diffusa è che i quadrati magici abbiano qualità astrologiche e divine. vengono considerati dei

Uno degli esempi più famosi è sicuramente il quadrato magico di tipo simmetrico che compare nell’incisione di Albrecht Dürer, Melancolia I. Si ritiene che esso sia il primo quadrato magico a comparire nell’arte occidentale. È molto simile al quadrato di Yang Hui, che fu generato in Cina circa 250 anni prima del tempo di Dürer. L’artista tedesco non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che essa rappresenti lo stato d’animo depresso del pensatore, incapace di passare all’azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo. I quadrati magici di quarto ordine furono collegati con Giove dagli astrologi del tempo credendo che combattessero la malinconia di origine saturnina.

Il quadrato come formato nelle opere è però presente solo a partire dall’arte moderna. Con queste parole Malevic spiega la sua ricerca: «Il quadrato non è una forma subconscia. È la ragione della forma intuitiva. Il volto della nuova arte! Il primo passo della creazione pura in arte».Come modulo geometrico perfetto, emblematico, al suo quadrato nero, parte della critica fa risalire la nascita del concettualismo.

In questa mostra dipinti, fotografie, disegni, grafica tutti rigorosamente quadrati accompagnano il visitatore in una girandola di opere in cui realtà e fantasia, moderno e antico dialogano regalando momenti di viva emozione.

(Rosso Cinabro)

Annick Augier e Cristina Madini
Annick Augier e Cristina Madini davanti a Portale 1

Galleria RossoCinabro

15 febbraio – 5 marzo 2010

Via Raffaele Cadorna, 28 – Roma
tel: 06.60658125

Orari: da Lunedi al Venerdi 12.00-19.00 Ingresso gratuito

Galleria d’arte nel mio uovo di Pasqua

Spero che sia la stessa cosa per te, la primavera mi ha sempre portato fortuna, sviluppi inattesi e progetti interessanti. Dopo un mese di Marzo dedicato a portare avanti la scrittura del mio libro e a preparare e tenere vari seminari nei weekend, ho indossato ad Aprile il mio ruolo di pittrice per seguire diversi eventi positivi accaduti. 

Avevo appena creato il mio sito web accolto sul portale RomArt dei pittori romani, quando la galleria d’arte Il Trittico a Roma  mi ha proposto di partecipare alla sua mostra collettiva  “Il paesaggio nell’arte” dal 4 al 14 Aprile. Questo si che era un bel regalo nel mio uovo di Pasqua. Sono stati selezionati le due opere che vedete nel post. Fanno parte dei pochi dipinti piccoli che faccio ogni tanto. 

“Bellezza” appartiene alla serie “Giardini segreti”, tutti dipinti di 70x100cm, creati in seguito alla chemioterapia e radioterapia dovute a un primo cancro. Dopo questi mesi perlomeno decisamente scomodi, avevo sete di pace e la quiete di questi giardini inventati fu un modo di tornare al lavoro a passi tranquilli. Potete vedere quelli che sono ancora disponibili sul portale RomArt (opere del 2001).  

Ecco quello che vorrei trasmettere tramite questo quadro (in realtà, è valido per tutta la serie):  

“Noi troviamo la sicurezza che vogliamo nella Bellezza. La natura manifesta la libertà della verità. I fiori si aprono e ci amano semplicemente, senza nessun prezzo da pagare”. 

“Unione felice” è quasi il più piccolo che io abbia mai fatto: 44x44cm (parlerò del più piccolo 18x6cm in un prossimo post). Appartiene a un’altra serie intitolata “Scegliamo la stabilità”. Credo che parlerà di valori importanti come l’amore materno, la famiglia, ecc…. Non ho ancora ben capito dove vado perché ne ho fatto solo tre, tutti di dimensione modeste con una cornice dipinta da me in un modo del niente casuale. Vedremo come si sviluppa. 

Ecco il suo messaggio: “Quale  modo migliore per proteggere le generazioni future che l”unità famigliare? Popola i nostri sogni. Trasformiamo il desiderio in realtà e l’amore in scelta di vita!” 

 

Colgo l’occasione per citare un articolo pubblicato nella rivista francese FORUM nel 2005, presentando dei artisti francesi a Roma (tradotto da me):

Si inventa un mondo. Quello che le interessa è la creazione del miracolo. Crea delle cose oniriche che vuole vedere, dei giardini, dei vestigi-vertigini del passato. Crea il mondo come lo vorrebbe. Non esiste il caso. Non mette limiti. Un opera non è mai finito…. Moltiplica  quello che aumenta  l’attrazione. Nelle sue opere, mette tanti dettagli che aggiungono alla raffinatezza. Ciascuno dettaglio ha un’anima. Ha l’istantaneo della vita di qualcuno. Se guardate bene vedrete la presenza di un bambino, un oggetto infantile, per esempio una palla. E’ la possibilità, la promessa di un futuro … 

… “Vado a passeggiare nei paesaggi di Annick. Noto un capello di paglia lasciato vicino ad un attrezzo di giardinaggio, disturbo un uccello che vola, cammino in un sentiero e mi avvicino ad un’ aiola di fiori, contorno un frammento di marmo antico, mi abbasso per leggere il titolo di un libro aperto vicino alla sdraia, passo sotto il glicine accarezzando un gattino, esito ad avvicinarmi ad una graziosa persona che sembra contemplare il mare. Mi appoggio  piuttosto coi gomiti sulla balaustra in compagnia di  una bambina giocando con il suo aquilone. Insieme, guardiamo un paesaggio che rappresenta una cascata sormontata di una proprietà toscana sfumata nella nebbia”.

… Non c’è nessun “lasciare andare”, niente imbroglio, nessuna spacconata. Tutto è accuratamente disegnato e dipinto, in piena luce.”  G. Fallot – FORUM (06/2005)

 Chi vuole fare una di queste  passeggiate può andare a vedere alcune opere sia su Annick Augier Art Trompe l’oeil (categoria Trompe l’oeil ) che su RomArt.

Prossimamente sul blog:

  • “Dietro le quinte di un drapeggio in trompe l’oeil”
  • L’avventura di una mostra collettiva a Dublino
  • Dopo la 1° edizione del seminario “Crea la vita che vuoi” (Due giorni per fare un punto e per riscrivere e ridisegnare quello che tu vuoi oggi per il tuo futuro), cosa sta succedendo?

Prossimi seminari alla NATA (Roma):

  • Domenica 10 Maggio: La via del Mandala.  L’anima e il suo percorso: “da dove viene e che cosa contiene? Come faccio ad ascoltarla per capire chi sono e svilippare la vita per la quale sono nato?”
  • Sabato 9 Maggio: Aldilà delle memorie. “Sciogli il passato e vivi con successo il tuo presente” una giornata tramite PMT, AuraSoma, Theta Healing e lettura dei corpi sottili.

Arte premonitorio, nuovi seminari e altro

Intarsio di pietre dure in trompe l'oeil

Per illustrare il mio proposito di oggi, ho scelto questo intarsio di pietre dure, dipinto ai miei tempi di studentessa nell’arte del trompe l’oeil, cioè nel 1995.

Per chi si interessa ai dettagli tecnici: 60x30cm, acrilico, olio e metallizzazione su tela di poliestere.

La vista di questo mazzo composto di fiori tutti diversi mi fa pensare alla mia attività, o, dovrei dire, le mie attività, perché composta da un mosaico di diverse discipline. Oggi faccio un po’ di comunicazioni di servizio riguardando loro. 

Non ho scritto nulla da un mese eppure mi sono data da fare. Da quando ho concluso “Risurrezione tramite il Fuoco”, ammetto che ho dipinto ben poco, dedicando gran parte del mio tempo al marketing e non alla creazione artistica. Comunque ho avviato un nuovo dipinto che si rivela di ispirazione nettamente egiziana.

 La prima cosa che ci ho disegnato erano due serpenti. Guarda caso, poco tempo dopo, durante una seduta privata con Fiorella Lucani, ho cominciato a lavorare sulle mie memorie rettiliane, quelle legate alla sopravivenza, e  all’occasione dei seminari Mandala che portiamo avanti con un entusiasmo sempre più grande ogni mese, alcuni partecipanti hanno, anche loro, affrontato quest’argomento.

Non è la prima volta che noto delle similitudine tra il soggetto trattato e gli eventi che accadono. Mi viene da riflettere sul fatto che al meno alcune delle mie opere si scoprono apparentemente premonitorie. Siccome quell’ultima avviata potrebbe chiamarsi “Abbondanza” oppure “Prosperità”, mi sembra di ottimo augurio per il futuro!

Rimanendo nel capitolo Pittura, è finalmente pronta la mia pagina ospitata da RomArt, il portale degli artisti romani. Dai un’occhiata. Ci troverai tutte le mie opere di questi ultimi anni, accompagnate dalla versione abbreviata delle storie che raccontano. Spiego anche qual’è il mio obbiettivo e che cosa propongo ai commitenti.

Sul piano workshop e seminari, mi preparo a un mese di Marzo molto impegnativo . Le novità faranno l’oggetto di articoli più dettagliati (li sto preparando). Intanto ti annuncio il programma:

  •  Aldilà delle memorie: “Sciogli il passato e vivi con successo il tuo presente” con l’uso di tecniche energetiche come l’Aura Soma, il Theta Healing, la PMT (Pyramidal Memories Trasmutation), la lettura dei Corpi Energetici. Possibilità di partecipazione sia con una seduta individuale che come lavoro di gruppo. Sabato 14 Marzo
  • Ritiro di psicoterapia con i Mandala: chi non ne sa nulla può leggere ad esempio Ritiro con il Mandala, La via del Mandala e iscriversi alla mailing list in alto a sinistra. Cosi riceverà subito gratuitamente un corso completo. Domenica 15 Marzo- Domenica 5 Aprile
  • Come scrivere finalmente il libro dei tuoi sogni: il libro è fatto! Basta scriverlo21-22 Marzo
  • Crea la vita che vuoi: Due giorni per fare un punto e per riscrivere e ridisegnare quello che tu vuoi oggi per il tuo futuro. 28-29 Marzo

Ti ricordo che si tengono tutti presso l’ Associazione Terapie Naturali. I posti sono limitati. Prenotazione obbligatoria. NA.T.A Viale Trastevere 248 – Roma – Tel. 06. 583 34 846

Ultimamente ho vissuto un’esperienza interessantissima. Sono stata in contatto telefonico con Geoff Freed, notevole docente, scienzato, guaritore e psicoterapeuta da oltre 45 anni. Mi chiese quale “ritratto della sua anima” percepivo. Qualche giorno dopo, lo richiamai e gli descrissi la mia visione. Rimase  commosso … e io sconvolta di aver azzeccato solo tramite una conversazione telefonica. Sto realizzando ai miei tempi persi, una piccola versione che gli manderò. Magari pubblicherò la foto.

Mi ha citata molto gentilmente nel suo blog di Febbraio :” Annick Augier, lovely French lady who through her illness has developed a real talent which you can read about in www.annickaugier.isendyouthis.com . Annick hopes to live in London and one can commission a painting with reading by contacting her. I have had a reading and it was most impressive. It deals with the spiritual and soul side of one and this was over the phone.”

Finalmente, la scrittura del mio libro va avanti, tanto più che il gruppo letterario creato dopo il seminario “Il Mandala e altro per una scrittura creativa” mi ha “imposto” spietamente la conclusione dei lavori a fine Aprile. Argh!

Dietro le quinte 4: argento, rame, oro ovunque!

Tra un viaggio  e l’altro sono riuscita a andare avanti su la tela in corso ed ecco il risultato.

     Ammetto che questo quadro era rimasto “abbandonato” per tutto l’estate. Può sembrare strano ma da tempo ho capito che le opere seguono il mio stato di sviluppo personale. Qualche volta è un lungo processo. Questo dipinto che parla di unità ha visto la luce durante l’estate 2007, partendo da una foto scoperta 4 anni fa e messa da parte con molta cura ( leggi  “Tutti i segreti svelati! Dietro le quinte di una pittrice in cammino verso l’Unità” ). Apparentemente, il tema mi richiede parecchio tempo per maturare.

  Comunque, dopo l’estate la voglia di metterci le mani mi è tornata, una voglia irresistibile di cominciare il portone, portale simbolico verso un cambiamento che sento ormai in atto. Appena incollati i fogli d’argento, non ho potuto fare a meno di accennare qualche rilievo solo per il piacere di intravedere come sarà.

 Provavo un senso di riconoscimento nei confronti di questo portale che stava apparendo man mano sulla tela. Sentivo che svolgerebbe un ruolo importante per la mia evoluzione. L’atto di dargli vita manifestava e radicava l’opportunità di fare un passo fondamentale verso il raggiungimento dell’Unità.

Ormai, so che i miei dipinti funzionano cosi per me: una volta superata la soglia, non c’è modo di tornare indietro. Si apre una nuova dimensione nella quale svolgere la mia vita.

Poi con un senso di dovere, ho messo i primi colori leggeri su alcuni altri elementi… sapendo già che dipingerò il bambino/a per ultimo. Mi fa paura. Non sono ancora pronta apparentemente a varcare la soglia. 

Però mi sono fatto piacere, completando subito la bambola e l’orsetto. Ecco le foto del processo.

   

Una tappa importante e mooolto delicata: incollare i fogli d’oro del cielo e quelli di rame dell’acqua. Argh! Il risultato non è perfetto per niente. Adesso devo trovare un modo di camuffare o sfruttare i difetti. Niente panico. Potrebbe anche darmi una spinta interessante perché questi due spazi nudi non mi soddisfano.

Altra modifica del progetto iniziale: le ombre e lo spessore dell’ apertura a forma di romba non rendono abbastanza l’idea della profondità. Purtroppo, l’occhio spietoso di mio figlio ha ragione. Non mi risparmia mai niente e ha … ahimé… sempre ragione! Va bene… l’ intero pezzo di marmo si trasforma in 8 blocchi. Perché? In questo modo, le linee di giunzione viste in prospettiva  accentuano l’idea di profondità. Ammetto che migliora molto il dipinto. Si chiama l’arte di trasformare un difetto in pregio.

Ormai mi rimane da completare il bambino, il cielo e l’acqua. Chi sa perché ma provo ansia. Difficoltà all’idea di staccarmene fra poco? Una cosa è sicura, ho sempre un po’ di difficoltà a dichiarare un dipinto finito. Non lo è mai in realtà, si potrebbe sempre rimetterci le mani. Chi ha detto che sono perfezionista?

A presto per l’ultima puntata: la fine del lavoro e la storia che racconta il dipinto.

Per chi ha mancato le precedenti : “Tutti i segreti svelati! Dietro le quinte di una pittrice in cammino verso l’Unità” , Dietro le quinte 2: non basta l’idea, serve pure una tela! , Dietro le quinte 3: Pronta? VAI!

Dietro le quinte 3: Pronta? VAI!

Si si, sono ancora una pittrice, per chi comincerebbe a nutrire dei dubbi, aspettando da due mesi il capitolo 3 della saga “Dietro le quinte di una pittrice in ricerca dell’Unità”. Faccio, però, il mio mea colpa e confesso che non ho toccato un pennello dal mio ritorno di Londra meta Giugno.

Il tempo è volato tramite diversi viaggi e problemi familiari da risolvere. Chi è il felice genitore di adolescenti in fase di esami poi di scelta di studi universitari mi capirà. La nostra situazione si complica dal fatto che viviamo su tre paesi diversi. Poi ho lavorato parecchio sulla scrittura. Apparentemente, quest’ estate, è il mio modo prioritario per esprimermi. Il libro, nella sua vesta nuova, sta prendendo corpo. Vedo davanti a me numerosi mesi di lavoro. Quanta pazienza ci vuole!

Comunque, il dipinto, ancora nel lembo inizio Maggio, ora manifesta la sua esistenza sul piano materiale. La tela non è più bianca! Lascia che ti racconti i suoi primi giorni di gestazione.

                  

Alcuni pittori sono istintivi e si buttano sulla tela con grandi colpi di pennelli. Invidio questa spontaneità. Io sono l’esatto contrario. Se ho preso la pena di realizzare un bozzetto, è per seguirlo. Francamente, mi rassicura.

Però, siccome sono passati diversi mesi da questo disegnetto, voglio prima verificare se ci sono stati dei cambiamenti. Perché io, di sicuro, sono cambiata e il quadro riflettendo me stessa, chi sa che cosa è successo.

Uso come al solito meditazione e TMB (Test Muscolare Bilaterale) e…… Bingo! Invece di stare sulla soglia, esitando a varcarla, adesso il bambino HA superato il portone e si prepara a scendere la collina per raggiungere la barca che lo sta aspettando. L’animale che si propone come guida, da alce è diventato gattopardo, con un altro significato simbolico ovviamente. Il sentiero che conduce al porto si è ricoperto di pietre rossicce. Il resto rimane uguale.

Ok,  primo passo da compiere: disegnare l’apertura a rombo, realizzare il finto marmo nel quale è inserita e scolpire i quattro simboli in ombre e luce agli angoli. Ho scelto l’arabo fenice per il Fuoco, il delfino per l’Acqua, l’ Aquila per l’Aria e l’Uomo famoso di Leonardo da Vinci per la Terra.

Il marmo non deve essere troppo appariscente, serve solo di fondo alle sculture. Però uso del vero oro per realizzarlo: due tinte in polvere mischiate con del medium all’olio, accompagnate da una sottile venatura di Siena bruciata.

La realizzazione delle ombre dei simboli per farli apparire incavati nella pietra è un vero piacere. E’ decisamente quello che mi piace di più fare generalmente. Un semplice disegno piatto assume subito un’esistenza propria. Un piccolo miracolo! Ci rimetterò le mani, è solo una prima tappa ma cosi mi soddisfa al punto che posso passare al disegno centrale.

Procedo quasi sempre in questo ordine: butto giù i primi piani, poi passo al pieno successivo per finire dal fondo. So che mi rassicura, mi fornisce dei punti d’appoggio indispensabili per andare avanti. Ma è strettamente personale. Quando ho cominciato ad operare il TMB con gli allievi, ho scoperto che, alcuni avevano invece bisogno dell’esatto contrario. Rispettando il loro modo, ottenevamo un apprendimento ed una realizzazione dei dipinti molto più fluidi e piacevoli, quasi senza sforzo.

Ecco il risultato del disegno.

                  

 Capitolo 4: Come si disegna? Argento e rame ovunque!

“Pausa” estiva per causa di vacanze/seminario! Due settimane dedicate al Mytho Self Facilitator’s Intensive Training. Se ne esco viva, ti raconto tutto al mio ritorno.

 

Portale1: Questo è il mio centro interiore, il portale da oltrepassare, quando inizio un cammino 2

Dopo aver letto, la settimana scorsa, l’analisi dettagliata di Portale 1, capisci perché ho scelto questo dipinto come header del blog?

 Sei partita/o alla ricerca del tuo centro interiore – oppure ci stai pensando – cosa succede nella tua vita?  Hai un sogno che la tua anima ti ispira e  metti tutte le tue risorse per realizzarlo? Quali cambiamenti avvengono sul tuo cammino?

Solo tu puoi rispondere a queste domande. Raccontaci la tua esperienza, lascia un commento.

Intanto faccio l’apripista. La storia d’oggi è la mia (d’accordo, anche le precedenti sicuramente) in prima persona.

Ti svelo qual è stato il significato di quest’opera nella mia vita e perché ho voluto renderlo disponibile a molti. Dai un’occhiata alla Boutique appena aperta.

Ho creato “Portale 1” tre anni fa, nel corso dell’estate 2005, su tela di 100×100 cm, acrilico e olio. Marca l’inizio di un cambiamento fondamentale per me: avevo deciso di lasciare la mia attività di semplice pittrice decoratrice a Trompe l’Oeil per dedicarmi completamente a “Wellness Pittorico” e alla creazione delle opere personali che sentivo fremere in me.

Il mio cuore e la mia anima si sentivano felici e finalmente ascoltati, apprezzati. La mia mente invece sveniva dalla paura di questo salto nel vuoto, nell’ignoto. Però, da qualche parte dentro di me, lasciavo gli anni di buio per andare verso la luce e la guarigione.

Ti confesso che, ovviamente, è stato più facile decidere che mettere in pratica perché in realtà è un processo d’ogni giorno. Ma non ho mai rimpianto la mia decisione.

Da questo momento sono nate altre opere, riflettendo i cambiamenti in atto. Tuttora sto lavorando alla completezza di un ciclo: dalle stalle alle stelle, dal buio alla Luce, dallo squilibrio all’Unità.

Ci sarà una mostra. Non so ancora quando e dove. Il mio sogno è di realizzarla à Londra perché sento l’energia portarmi in questa direzione. A proposito, chi ha dei contatti in questo senso e li comunica avrà la mia eterna gratitudine! E’ nato ultimamente in inglese  il sito dell’ artista Annick Augier. Vai a vederlo, ci sono tante foto.

Parallelamente la scrittura del mio libro sull’opportunità che si è rivelata la malattia va avanti. L’uno completa l’altro. Tra parentesi, arrivata a 70% del lavoro compiuto, ho appena deciso di riscriverlo… in altre vesti. Meno classico, più diretto a chi mi leggerà. Mai arrendersi, c’è solo bisogno di una santa pazienza e di una tenacità di ferro. 

Tornando a “Portale 1″, rimane la prima pietra, la pietra miliare della mia ricostruzione.

Il mio desiderio è di trasmetterti quest’emozione e questo potere di cambiare dimensione, se lo vuoi.

Ho avuto tante richieste di renderlo accessibile a molti. E’ l’opera che piace a tutti.

Quindi, ti lascio immaginare quanto sono  felice di finalmente rendere disponibile la litografia 60×70 cm di ottima qualità con la quale inauguro l’apertura di: La Boutique del Wellness Pittorico”.

In partenza, né ci sono solo 100. Non so se ne rifarò.

– se hai bisogno di cambiamento nella tua vita,  anche o soprattutto se non hai ancora focalizzato quali …

– se senti il bisogno di entrare in contatto con il tuo Sé più profondo…

– se hai intrapreso il tuo cammino verso la Luce…

– se semplicemente ti piace il dipinto …

 Non aspettare troppo, ti ritrovo alla Boutique!

Un regalo di compleanno insolito

Trovo sempre affascinante come, dal nulla, nasce un’opera, specchio della persona per la qual è concepita, riflesso fedele di chi E’ in questo preciso momento della sua vita.  Ogni dipinto contiene in sé i blocchi da superare e il potenziale di uno sviluppo futuro.

 Per illustrare questo miracolo, desidero oggi raccontarti un pezzettino della storia di una mia allieva.

 Provo per Claudia un affetto particolare. In più di essere una ragazza che m’ispira tenerezza, lei, senza saperlo, è una delle prime persone con le quali ho esperimentato Wellness Pittorico. Leggi l’articolo a proposito “Wellness Pittorico: La nascita 2”.

 Purtroppo, dopo qualche mese, ha dovuto rinunciare con gran dispiacere alle lezioni. Gli impegni del suo lavoro ( faceva il pendolare Roma-Firenze) non le permettevano più di seguirle con la regolarità necessaria.

 E’ riuscuta a partecipare ad un weekend intensivo sui segreti dell’ imitazione dell’ affresco pompeiano ma non di più.

 Qualche mese fa, ricevo la chiamata di suo marito. Per il compleanno prossimo di Claudia, ha pensato regalarle qualche lezione con me, sapendo quanto rimpiange i momenti passati insieme e quanto la pittura le manca. Lavora a Roma di nuovo, hanno avuto un figlio e possono organizzarsi per liberare un po’ di tempo per lei.

L ‘idea mi sembra molto carina e sensibile, mi fa piacere rivedere Claudia, quindi accetto con gioia di ricavare dello spazio libero nei miei progetti. Compro una bella cartolina, la scriviamo insieme e aspetto notizie.

Sento ancora l’entusiasmo nella voce di Claudia, quando mi chiama, all’idea di avere del tempo solo per lei e di tornare a dipingere per qualche settimana. Però abbiamo solo 5 lezioni di 2 ore a disposizione. Non è molto per realizzare un progetto completo. Indovini come facciamo?

Se fai parte di chi segue regolarmente il blog, rispondi sicuramente: il Test Muscolare Bilaterale. Se non sai che cos’è, leggi subito le spiegazioni in Wellness Pittorico: “La nascita 2”.

 In meditazione, mi era venuta già qualche idea. Ne preciso i dettagli con il TMB e si parte!  Ecco il progetto:

 – Per primo, prende in considerazione quello di cui Claudia ha bisogno in termine di colori, forme e simboli, in questo periodo nel quale si sente molto stanca, come molte donne prese tra gli impegni del lavoro e le esigenze della famiglia.

 – Comporta l’apprendimento di tecniche pittoriche che Claudia ignora.

 – Rispetta il budget previsto.

 

Guarda il risultato!

Potrebbe essere un portale aperto su un cielo in parte nuvoloso se non ci fosse il cerchio centrale sostenuto da una sbarra verticale che in realtà impedisce il libro passaggio o la libra visione. Mi fa pure pensare ad un mirino per focalizzare meglio l’attenzione sul centro stesso. Tra l’altro, dopo molte esitazioni, Claudia ha firmato proprio dentro questo piccolo centro, sul cielo.

 La struttura è fatta di un marmo giallo leggero, ruvido nella parte piccola centrale, liscio nella ruota principale. Degli inserti di mosaici scandiscono l’insieme e danno un tocco di colori vivi.

 Il progetto parte dal motivo scolpito nella pietra, ispirato da un Cerchio nel Grano apparso il 24/06/1999 a Sugar Hill nel Wiltshire.

 In verità il tutto è un disegno Mandala.

 L’obbiettivo non era un corso Mandala ma un corso di pittura quindi mi fermo là, senza cercare di analizzare più di tanto. In ogni modo so che sia la realizzazione sia la visione del dipinto fa il suo bravo lavoro sottile, muovendo le energie per il bene di Claudia.

 Scoop dell’ultimo minuto? Ho appena saputo che un secondo figliolo è in arrivo!

Dietro le quinte 2: non basta l’idea, serve pure una tela!

Opera di cy twombly Riassunto del episodio precedente: un’idea, conservata al fresco da 4 anni e svelata l’estate scorso si ripresenta a me con una tale insistenza che due settimane prima Pasqua, corro di fretta ordinare una tela bella grande dal mio Belle Arti preferito. Beh, veramente, lo è perché è a 10 minuti di casa mia e posso parcheggiare in doppia fila senza rischio, proprio davanti al negozio. Vedrai che questi dettagli si rivelano preziosi in seguito.

 “….fra una decina di giorni. La chiamo appena è pronta” mi assicura questo signore cosi simpatico e riparto tutta pimpante, sentendomi sui “starting blocks” e contenendo con difficoltà il mio slancio creativo.

Tutto liscio e facile… e invece….7 settimane d’attesa per la consegna di un telaio di 170×110 cm! Argh! Da non credere!

 Dopo una settimana di ritardo, esprimo la mia seccatura. Passata la seconda, mi sento un attimo disperata dalla frustrazione e dall’impazienza. Alla terza, (ma quanto mai l’ho trovato cosi simpatico?) gli esprimo in un tono molto garbato, la mia profondissima delusione, inghiottendo il furore che bolle in me. Se la localizzazione del suo negozio non fosse cosi comodo, in questo preciso momento, l’avrei mandato a quel paese e cancellato dalla mia agenda! Ma non mi conviene e lo informo della sua buona fortuna: rimango la sua cliente. Dalla quarta in poi, mi arrendo e mi chiedo finalmente che cosa devo capire e vivere prima di essere pronta definitivamente ad esprimermi su questo concetto di Unità.

La risposta? Penso d’averla trovata. Dovevo scoprire un nodulo strano cresciuto in un posto strano del mio corpo, sentirmi risucchiata dal vortice della paura, vecchia compagnia di viaggio (vai a leggere perché in “About me”), e mobilizzare tutte le mie energie e capacità per uscirne. Non sono stata sola ma sostenuta da alcuni splendidi amici terapeuti che hanno messo a disposizione i loro talenti per aiutarmi.

Nell’arco di una settimana, avevamo ribaltato la realtà o se preferisci la MIA percezione della realtà ( che poi è l’unica che conta) e io affrontavo il piccolo intervento per togliere questo coso serenamente, l’ attenzione di nuovo foccalizzata sulla mia Visione e con la ferma intenzione di non lasciarmi distrarre dai miei obbiettivi, qualsiasi cosa dovesse succedere. Tre giorni dopo, il chirurgo mi chiamava di sabato gridando al telefono: “E’ BEGNINO!!!!!!”. Questo uomo delizioso era felice quanto me.

Nel libro che sto scrivendo parlerò più a lungo di tutto ciò che abbiamo fatto e dei passi da gigante che ho compiuto, io, dentro di me. Mi è servito. Intanto, fine della storia. Punto finale.

Mi sento tutta miracolata. E la tela? E’ stata consegnata A CASA (mai successo prima) il giorno dopo l’intervento. Ragazzi, ci sto lavorando!!!!! E quant’è bella la vita!!!

Non ho fotografato la mia tela bianca, ritenendola di poco interesse per il momento. Forse ho avuto torto. La tela sopra (2 x 3 m) fa parte di un trittico del pittore Cy Twombly. In origine interamente bianca, è stimata a 2 milioni di $! Niente male. La sua immacolata apparenza ha scatenato una passione… culminante in un bacio. Leggi quello che le è successo.

Capitolo 3: Pronta? VAI!

Tutti i segreti svelati! Dietro le quinte di una pittrice in cammino verso l’Unità 1

Regolarmente mi è chiesto davanti a certe opere: “Ma come hai fatto? Da dove viene l’idea? Quanto tempo ci hai messo? Perché l’hai fatto cosi?”, ecc…

Tutte interessanti domande alle quali ogni tanto faccio fatica a rispondere perché non mi ricordo più. Le persone provano tanta curiosità per un processo del tutto naturale per me ma che, da fuori, sembra quasi un’alchimia misteriosa.

Ecco l’idea di creare per il Blog una nuova rubrica “Dietro le quinte”. Post dopo post, seguirai in diretta i passi sofferenti e gioiosi nella creazione di un’opera artistica sotto gli auspici e il metodo del Wellness Pittorico.

Niente trucco, nessuna maschera! Ti prometto di svelare tutto man mano che andrò avanti.

Capitolo 1: per fare un dipinto, ci vuole un’idea!

4 anni fa, durante un viaggio di studio in Inghilterra con il mio gruppo di spiritualità Andina, sfogliavo un grosso libro “Sacred earth, sacred stones” (Terra sacra, pietre sacre) e rimasi incantata davanti alla foto dell’arco di pietra di un tempio peruviano in rovina sul lago Titicaca. Un vecchio portone per alcuni, un portale permettendo di cambiare dimensione per me. “Un giorno, ne farò qualche cosa” mi promessi. Intanto comprai il libro.

Gli anni passano. Ogni tanto apro il libro, contemplo un attimo la foto, sfoglio il resto e lo rimetto nella biblioteca. L’estate scorsa, invece, vedo. Cosa? Vedo in meditazione gli elementi della composizione mettersi a fuoco e aggiustarsi in un progetto concreto.

Tiro subito fuori un foglio di carta e ci butto una specie di schizzetto quasi illeggibile. Poi, usando il TMB, preciso le dimensioni e la forma dell’opera (un rombo di 160×110 cm). Testo pure quali tecniche usare: diversi tipi di metallizzazione per il cielo, l’acqua e le pietre, il resto sarà trattato in modo figurativo iperrealisto con acrilico e olio.

Ridisegno un bozzetto un po’ più comprensibile. Mi rendo conto che si capisce ancora poco quindi te lo descrivo:

Un bambino piccolo, al centro, ha lasciato indietro sul sentiero arido e roccioso i suoi giocattoli, una bambola femmina e un orsacchiotto maschile. Si presenta nudo all’entrata di un portone di pietre antiche. Un animale-guida, un alce maestoso, lo sta incoraggiando a varcare la soglia. Giù, alla fine delle scale, una nave egiziana lo sta aspettando per portarlo in un viaggio iniziatico verso l’orizzonte e il sole.

Ovviamente, ciascun elemento è fondamentale al livello simbolico. Ne riparleremo più tardi man mano che li realizzerò. Ti anticipo solo una cosa: dall’inizio, ho sentito che si trattava del raggiungimento dell’Unità, maschile e femminile, dentro di noi.

E poi? “Avevi tutto per cominciare” stai pensando. “Si, basta farlo” potrei risponderti……PERO’….. il foglio rimane tale quale nella cartella Progetti per nove mesi. Perché? Boh! Evidentemente non ero pronta a partorire. Dovevo prima superare delle tappe e realizzare altri quadri.

Meta marzo, sento che finalmente i tempi sono maturi e che sono pronta a lavorare su questo argomento essenziale per chi ha intrapreso un cammino di evoluzione personale.

Non vedo l’ora di metterci le mani, mi precipito dal mio fornitore e ordino tela e telaio. Orridità dal prezzo di un telaio a forma di rombo, devo modificare il progetto aggiungendogli un primo piano rettangolare nel quale si apre il famoso rombo. Sul momento contrariata, ne tiro vantaggio: aggiungerò i 4 elementi (Acqua, Terra, Fuoco Aria) agli angoli e mi farà una dimensione in più da sfruttare per dare l’illusione della profondità. Completo il piccolo bozzetto. In realtà è molto meglio cosi!

Adesso si, basta farlo!

A presto per il Capitolo 2: non basta l’idea, serve pure una tela!

Nei momenti di lutto, come può aiutare Wellness Pittorico?

 Chi non si è mai trovato confrontato al dolore di una persona che ha perso un essere amato? Che cosa dire? Come trovare delle parole di conforto? Ne esistono?

Cosa fare per esprimere alla persona addolorata l’affetto che proviamo per lui e la nostra profonda tristezza?

Quest’anno, per due volte, ho affrontato questa situazione.  Qualunque parola mi sembrava finta, banale, scontata. Non sapevo che fare o che dire, cosa scrivere. Però so dipingere. Allora ho usato i miei talenti per creare due piccoli dipinti. Applicando il metodo Wellness Pittorico, tramite la meditazione e il TMB, ho ottenuto gli elementi necessari e la composizione migliore per la persona in questo momento di lutto. Guarda i risultati….

Il papàIl papà di una mia amica era molto anziano, quando ci ha lasciati. Quindi la sua scomparsa in qualche modo era da aspettarsi. Ma il dolore della figlia non per questo si fa lieve.

Sul momento, non ho capito razionalmente il piccolo acquarello che mi è stato trasmesso di fare. In ogni modo, ormai, mi fido delle mie sensazioni e l’ho mandato lo stesso.

Quando ho rivisto la mia amica, lei mi ha detto una sola cosa: ” Ho guardato il dipinto e ho visto Papà.  Era proprio lui.”

Io non l’avevo mai visto. Certo, ne fui contenta.

Purtroppo succedono pure delle morti che non rientrano nell’ordine delle cose logiche. Una mia conoscenza ha perso suo marito in un attimo tre settimane fa, sotto i suoi occhi. Lui era giovane. Avevano due figli piccoli.

Ancora una volta, ho chiesto alla Sorgente di ispirarmi il disegno di cui lei aveva più bisogno.  Man mano che lo realizzavo, il messaggio si faceva più chiaro.

Carla

La cerva al centro, simbolo classico della femminilità, è lei ovviamente.  Si è allontanata dalla ringhiera spezzata su fondo di cielo tempestuoso. Arrivata al centro della composizione, si ferma, esitante.

La strada lastricata esprime il libro arbitrio. La scelta della direzione è libera ma determinante. Potrebbe tornare indietro, attratta dalla disperazione.Io, invece, alla fine di dipingere, ho percepito fortemente che si girasse per dare un ultimo sguardo al dramma, un ultimo pensiero al marito sparito.

 Questo prato verde le comunica amore (è il colore del chakra del cuore) e anche un sentimento di rinascita dopo una ferita profonda (come l’erba ricresce vigorosa dopo i rigori dell’inverno).

Però, una volta effettuato questo addio tenero, sono convinta che si incamminerà verso il portone, allontanandosi irrevocabilmente. Certo, è troppo presto per vedere i fiori che segnano la primavera, vale a dire la speranza e l’energia di un nuovo ciclo di vita.  ma dei rampicanti vigorosi sempreverdi, cioè immortali, si aggrappano con tenacia ai pilastri del portone.

 Il cancello sembra chiuso. In realtà, non si vede nessuna serratura. Una scelta si offre a lei: rimanere prigioniera dietro le sbarre o spalancare le porte, varcare la soglia ancora non visibile e realizzare il passaggio iniziatico verso un nuovo mondo.

La voglia di vivere fa parte dell’essere umano. Il primo chakra, chiamato chakra della radice, ci collega al proprio diritto di esistere, di occupare il suo spazio, di essere amati, di soddisfare le esigenze personali.

Al di là del dolore della perdita, ciascuno di noi rimane conscio del suo Soffio di Vita. Nell’aria vibra un’energia di vita, il prana, nutrimento essenziale per i nostri corpi sottili.   Possiamo scegliere di aprirci per accoglierlo e lasciarlo circolare, senza trattenerlo. Possiamo pure decidere di bloccarlo e di negare la Forza di vita presente. 

Non ho dubbi sulla scelta che farà la mia amica.

Un’amica comune mi ha detto che ha appeso il dipinto in camera da letto.